home casi di studio storie particolari Pippo: un cane troppo indipendente?

Pippo: un cane troppo indipendente?

pippo premiato dopo il ritorno dalla proprietariaPippo è un meticcione di circa un anno e mezzo, assomiglia un po' a un pastore maremmano, le sue giornate sono arricchite dalle attività che la sua proprietaria, V., gli propone: passeggiate in libertà, giochi insieme, socializzazione in area cani, gite al lago e in montagna,..

V. mi ha chiamato perché la passeggiata mattutina con Pippo era diventata molto stressante: durante il lungo giro in compagnia di altre persone e altri cani Pippo aveva il vizio di allontanarsi molto per giocare con altri cani o per andare incontro a persone e, spesso, spariva dalla vista per ricomparire soltanto molto dopo. Se V. decideva di fermarsi in area cani Pippo giocava un po' e poi iniziava a perlustrare i confini correndo incontro a chiunque si avvicinasse abbaiando in maniera poco amichevole, spesso portandosi dietro altri cani. V. era disperata perché Pippo nemmeno si voltava a guardarla al suo richiamo, semplicemente continuava a fare quello che stava facendo e decideva sempre in maniera autonoma il da farsi. (...)

Date le caratteristiche del cane il lavoro si preannunciava impegnativo ma avevo grande fiducia nella proprietaria che era molto motivata e già in grande sintonia con i suoi cani.

Dall'intervista alla proprietaria è risultato che la passeggiata mattutina seguiva sempre lo stesso itinerario e che spesso Pippo si allontanava per poi raggiungere V. più avanti dove era certo di ritrovarla e che tutti i pomeriggi andavano in area cani dove V. sostava finchè non era ora di tornare a casa.

Riflettendo sul comportamento di Pippo sembrava evidente che dovevamo lavorare su più livelli:

creare varietà nelle passeggiate e rendere V. imprevedibile negli spostamenti in modo che Pippo fosse costretto a tenerla d'occhio durante tutta la passeggiata, aumentare l'accreditamento della proprietaria agli occhi del cane per migliorare il richiamo, sostare il meno possibile per evitare che il cane mettesse in opera la sua alta motivazione territoriale, contrastare la motivazione territoriale favorendo la perlustrazione di posti nuovi.

pippo gioca al tira e molla con la proprietariaAbbiamo concordato un percorso educativo breve che potesse fornire a V. gli strumenti per impostare bene un lavoro che avrebbe dovuto portare avanti in autonomia.

Si è deciso di iniziare con un programma di educazione alimentare per dare valore al cibo su cui Pippo non era affatto motivato e V. ha messo a punto una classifica dei 5 cibi più graditi al cane in modo da poterli utilizzare per variare adeguatamente il premio alimentare.

Poi ci siamo dedicati al gioco, strumento utilissimo per:

  • aumentare l'accreditamento della proprietaria agli occhi del cane

  • abituare Pippo al fatto che fosse V. a gestire le attività da svolgere insieme

  • scoprire il gioco e il giocattolo preferiti in modo da poterli utilizzare come premio in alternativa al cibo

  • favorire la collaboratività da parte di Pippo

  • aumentare la capacità di esplorazione e perlustrazione per controbilanciare la motivazione territoriale

Nella parte preliminare del percorso educativo sono state inserite anche attività per favorire l'autocontrollo (ad esempio la capacità a rimanere fermo mentre veniva lanciata una pallina, o a rimanere seduto finchè la ciotola del cibo non fosse posata in terra) e giochi di centripetazione affinché V. fosse in grado di attirare rapidamente l'attenzione di Pippo.

Durante le prime due settimane di lavoro V. aveva il compito di variare ogni giorno l'itinerario della passeggiata mattutina e diventare imprevedibile nascondendosi alla vista ogni volta che il cane si allontanava. Già così Pippo aveva ridotto un po' il suo raggio di azione e si manteneva quasi sempre a vista della proprietaria, ma ancora non tornava al richiamo. Le passeggiate erano diventate anche più divertenti per entrambi inserendo giochi di ricerca, riporto e attività di “mobility” nel parco.

pippo in passeggiata nel parco con la proprietariaA questo punto V. e Pippo erano pronti per esercitarsi direttamente sul richiamo, all'inizio in zone protette prive di distrazioni, lontano dalla vista di altri cani e poco trafficate. Questo è servito soprattutto a V. per imparare a gestire la ricompensa quando Pippo si avvicinava spontaneamente a lei o tornava al richiamo. V. ha sperimentato l'effetto che aveva sul suo cane premiarlo con un tipo di cibo piuttosto che un altro o con un gioco da fare insieme o con le coccole. Alla fine era chiaro che, sebbene Pippo avesse le sue preferenze sia sul cibo sia sul gioco, la motivazione rimaneva alta soltanto cambiando in continuazione il tipo di premio.

Per le seguenti due settimane V. ha portato sempre con sé uno zaino da cui estraeva di volta in volta un giocattolo diverso o premi in cibo oppure, a volte, il premio per Pippo era una bella corsa insieme alla proprietaria. V. era diventata molto imprevedibile sia sulla scelta del percorso sia nel modo di premiare il cane.

Ora Pippo rimaneva sempre più vicino e, soprattutto, tornava rapidamente al richiamo. Non rimaneva che trasferire questo comportamento anche nelle aree cani. Il compito di V. era quello di frequentare, nell'arco di due settimane, almeno 10 aree cani diverse, abbastanza grandi da potersi nascondere quando Pippo si allontanava o si distraeva troppo. Il fatto di cambiare luogo ogni giorno riduce la motivazione territoriale, anche se per alcuni cani è sufficiente sostare anche pochi minuti per decidere di difendere quel territorio, ma non era il caso di Pippo! V. , ormai abilissima nel gestire i propri movimenti e nel premiare il cane era in grado di scegliere ricompense adeguate in presenza di altri cani utilizzando la voce e le coccole piuttosto che il cibo o giocattoli.

Anche in area cani V. richiamava Pippo ogni tanto per fare brevi attività insieme oppure lo portava fuori per una passeggiata al guinzaglio prima di tornare a giocare con gli altri cani.

Ora per Pippo non esisteva più l'associazione richiamo=guinzaglio per tornare a casa ma il richiamo generava aspettativa per quello che sarebbe arrivato dopo: coccole?gioco?passeggiata?

In sole sei settimane di lavoro V. e Pippo hanno arricchito molto il numero e la qualità delle attività da fare insieme, la qualità delle passeggiate è aumentata e lo stress notevolmente ridotto per entrambi e, soprattutto V. ha acquisito la capacità di richiamare il cane in qualsiasi situazione!

Condividi questo articolo

 

crediti
[Top]