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Paure e fobie - caso 1 Oscar

OscarOscar è uno yorkshire di 3 anni, ora vive con E. e I. e trascorre molto tempo con la “nonna”, F.

E' probabile che abbia subito maltrattamenti e della sua storia precedente si sa che era tenuto in una stanza chiusa da dove non usciva mai.

I proprietari mi hanno contattato perchè il loro cane aveva paura di tutto, non voleva uscire di casa e le sue paure stavano peggiorando. Quando ho incontrato il cane, in una sala visite dell'Ambulatorio Veterinario Monteverde, in occasione di una giornata di consulenze gratuite, Oscar tremava ed era immobile dietro ai proprietari, non ha esplorato l'ambiente e non ha mangiato i bocconcini che avevo lasciato a terra.

Avevo il sospetto che non si trattasse semplicemente di un cane timido o un po' pauroso e che la situazione fosse più seria, perciò ho consigliato una visita comportamentale. (...)

E' stata diagnosticata una sindrome da deprivazione sensoriale in fase 2 che procurava al cane uno stato di ansia permanente poiché incapace di elaborare stimoli che non conosceva. Bisognava intervenire immediatamente per dotare Oscar di tutte quelle capacità che avrebbe dovuto sviluppare da cucciolo ma che, per la totale mancanza di esperienze, non aveva potuto costruire.

Oscar vive in città in una strada molto trafficata e ogni uscita per lui era un vero trauma, tanto che qualsiasi gesto dei proprietari o di F. che preludesse all'uscita lo metteva in stato di grande agitazione e andava a rifugiarsi sotto al letto. Era necessario interrompere questa anticipazione e mettere subito il cane in condizioni di maggior tranquillità, perciò il dott. Daniele Merlano, veterinario comportamentalista, ha prescritto una terapia farmacologica e una comportamentale.

La terapia farmacologica prevedeva:

  • collare DAP – il DAP è un collare che rilascia i feromoni appaganti del cane, sostanze naturali che la cagna in allattamento secerne dalle ghiandole del solco intermammario, in natura hanno la funzione di rassicurare i cuccioli e nel cane adulto aiutano a ricreare quella stessa condizione di appagamento.

  • somministrazione di alprazolam per 15 giorni e poi di selegilina – l'alprazolam è un tranquillante che agisce rallentando l'impulso nervoso, quindi seda l'ansia ed è miorilassante. Può essere considerato un farmaco “sbloccante” perché rende il cane più coraggioso.

    La selegilina è un antidepressivo che agisce sui livelli di dopamina, serotonina e noradrenalina aumentando il senso di sicurezza di sé, sostanzialmente è un farmaco psico-stimolante.

La terapia comportamentale è stata basata sul gioco

  • giochi di ricerca, per aumentare la capacità di esplorazione e di giocare in maniere indipendente

  • giochi di collaborazione, per rafforzare la relazione con i proprietari e la fiducia in loro

Per poter somministrare la terapia comportamentale come prescritta dal veterinario abbiamo dovuto lavorare prima su altri aspetti:

  • educazione alimentare, per una corretta gestione del cibo affinchè i bocconcini da utilizzare come premio acquistassero valore. Il cane infatti aveva sempre a disposizione la ciotola dei croccantini ed attribuiva al cibo scarsissimo valore, dovevamo fare in modo che fosse più motivato a darsi da fare per ottenere un bocconcino. Non era possibile premiarlo con le coccole perché non gradiva il contatto fisico, né potevamo utilizzare il gioco, visto che Oscar doveva ancora imparare a giocare. Inoltre una corretta alimentazione è un requisito fondamentale per la salute del cane. Sono state sufficienti poche indicazioni perché questo aspetto migliorasse notevolmente e perché Oscar iniziasse ad apprezzare i bocconcini.

  • Comunicazione verbale e non verbale per riuscire a rivolgersi al cane senza intimorirlo e per rafforzare la fiducia nei proprietari. Oscar è un cane molto sensibile alle distanze con le persone, alla postura e al tono di voce; perciò i proprietari hanno imparato ad abbassarsi per interagire con lui, a chiamarlo con voce dolce e mettersi lateralmente senza sovrastarlo durante il gioco.

  • far in modo che Oscar si fidasse di me e fosse disponibile a collaborare. Ho curato sempre la comunicazione verbale e non per rassicurare il cane e non apparire minacciosa e piano piano ha deciso di iniziare ad interagire con me.

Soltanto dopo questi primi passi abbiamo potuto dedicarci al gioco:

  • giochi di ricerca – all'inizio si è trattato di ricerca semplice di un bocconcino nascosto quasi “a vista”, poi ricerche sempre più difficili di bocconcini ben nascosti e con il cane in attesa in un'altra stanza durante la preparazione. Oscar ha imparato a seguire brevi piste e a trovare il premio anche in 3D. I giochi di fiuto allenano la capacità di muoversi in maniera autonoma in un ambiente nuovo, inoltre nell'atto stesso di annusare il cane utilizza circuiti neurali preposti alla calma e riesce a rilassarsi rapidamente.

  • giochi di problem solving – rovesciare barattolini, aprire scatole, rovesciare una bottiglia per ottenere il premio, utilizzare il kong, fare giochi di attivazione mentale in generale, sono tutti giochi che favoriscono l'autoaccreditamento del cane e aumentano l'accreditamento del proprietario ai suoi occhi

  • giochi di collaborazione – utilizzare il proprio corpo come palestra per il cane aiuta a socializzare con le persone e a rendere il cane fiducioso, ovviamente nel caso di Oscar abbiamo iniziato con persone che conosceva e di cui si fidava per poi estendere il lavoro ad estranei

  • giochi di esplorazione di oggetti – qui abbiamo incontrato le difficoltà maggiori, all'inizio Oscar non si avvicinava a nessun oggetto, poi piano piano utilizzando il rinforzo e dimostrando che non c'era pericolo, finalmente ha iniziato ad avvicinarsi ad oggetti diversi e ha perfino giocato con la pallina!

Quando il lavoro a casa era a buon punto abbiamo cominciato a trasferire fuori casa le competenze acquisite, proponendo ad Oscar i giochi in cui si sentiva particolarmente capace prima sul pianerottolo di casa, poi sulle scale e infine in strada in modo da associare sempre esperienze positive alle uscite. Abbiamo anche scardinato l'associazione pettorina e guinzaglio alla passeggiata, facendo indossare spesso al cane la pettorina per giocare in casa oppure per giocare nell'androne, senza poi necessariamente uscire dal portone.

Oscar era sempre meno riluttante a prepararsi per uscire, le passeggiate si sono allungate un po' e spesso la meta era l'area cani in cui Oscar si sentiva più a suo agio, lontano dal traffico e in compagnia di altri cani.

Tutto questo lavoro è durato circa 4 mesi e ora Oscar non ha più bisogno dell'ausilio farmacologico per godersi a pieno le passeggiate e i giochi in casa, è fiducioso nell'incontro con gli estranei ed ha conservato la sua propensione al gioco con gli altri cani.

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