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Hs-Ha: il caso Nerone

Hs-Ha: il caso Nerone schnauzer giganteI proprietari di Nerone, uno schnauzer gigante di circa 2 anni, erano veramente disperati quando il veterinario comportamentalista che li seguiva ha consigliato loro di contattarmi. Nerone aveva morso tutti i membri della famiglia e per questo era stato in cura, al termine della quale aveva acquisito un buon controllo del morso. Rimanevano, però, altre questioni da risolvere, in particolare le distruzioni in casa (divani, poltrone, telecomando, telefono,...) e il furto continuo di cibo da tavola. Inoltre il cane era sempre in movimento, saltava addosso alle persone che incontrava in casa e, soprattutto, stava ricominciando a mordere.

Ho conosciuto Nerone nello studio medico del veterinario comportamentalista e lì si è comportato molto bene, ha esplorato l'ambiente, ha annusato me e il dottore e poi è rimasto tranquillo vicino ai proprietari, si è dimostrato collaborativo alle richieste del dottore ed ha ottenuto cibo in cambio. Ha dimostrato anche di apprezzare il contatto ed ha accettato volentieri le mie coccole. Proprio non sembrava il cane descritto da C. e A. che ne parlavano come di un prepotente che sbarrava il passo ai figli (entrambi ragazzi grandi di età e con un fisico atletico), rubava cibo dai piatti, distruggeva qualsiasi cosa cadesse a terra e guai a cercare di recuperare gli oggetti perchè mordeva chiunque si avvicinasse.

Si era impossessato di una poltrona su cui dormiva i proprietari dovevano mettere sempre sedie e sgabelli sui divani altrimenti il cane distruggeva i cuscini. In casa era un vero diavolo, rubava la biancheria appena uscita dalla lavatrice e la sparpagliava trionfante per tutta casa difendendo calzini e magliette da chi cercava di recuperarli. Per mangiare ormai tutta la famiglia doveva barricarsi in cucina, all'inizio chiudevano il cane in uno stanzino e mangiavano in salotto ma ora Nerone non si faceva più rinchiudere, perciò i pasti potevano essere consumati soltanto in cucina tenendo Nerone faticosamente fuori dalla porta. Alla fine del pasto quando qualcuno usciva dalla cucina il cane dimostrava tutta la sua rabbia abbaiando, saltando addosso e sbarrando la strada.

Quando, dopo il primo incontro dal comportamentalista, mi sono recata a casa, Nerone mi ha accolto nel giardinetto di casa abbaiando serio, girandomi attorno e sbarrandomi la strada per non farmi entrare nell'appartamento...ora capivo bene cosa intendessero i proprietari. Molto lentamente sono tornata fuori e ho chiesto a C. di uscire con Nerone al guinzaglio. Fuori casa il cane mi ha subito salutato più affettuosamente e, dopo una breve passeggiata, siamo rientrati con Nerone condotto da me al guinzaglio, in casa gli ho chiesto di sedersi ed ho tolto il guinzaglio.

Dovevo fare ancora molte domande a C. e A. per inquadrare meglio il caso e volevo farlo in tranquillità, perciò ho iniziato subito a lavorare sulla calma difendendo la penna e il mio quaderno dagli assalti di Nerone e premiandolo quando smetteva e si metteva almeno seduto.

Ci è voluta più di un'ora perchè il cane si sdraiasse, non del tutto rilassato ma almeno i suoi assalti al tavolo erano sempre più sporadici. Ho suggerito di dotare il cane di una cuccia tutta sua in modo che non dovesse occupare divani e poltrone e ripetere il lavoro sulla calma, ancorando contemporaneamente lo stato emotivo alla cuccia.

Il caso era decisamente complicato per più di un motivo:
i proprietari non avevano seguito rigorosamente la terapia farmacologica a base di fluoexetina e zylchene, non avevano utilizzato un collare DAP come suggerito dal veterinario; inoltre la sindrome Hs-Ha era complicata da un'aggressività definita “gerarchica”, ossia da difesa di una risorsa come spesso accade per i cani che rosicchiano un osso, soltanto che Nerone lo faceva con qualsiasi oggetto riuscisse a rubare. I proprietari sono persone abbastanza grandi di età poco inclini a cambiare le proprie abitudini e poco fluidi nei loro movimenti. La situazione era tanto grave che C. e A. si stavano domandano se non fosse il caso di liberarsi del cane.

La parte più difficile del programma di lavoro è stato far capire bene ai proprietari che io non ho la bacchetta magica e non posso risolvere i loro “problemi” uno ad uno con un rimedio specifico per ognuno, piuttosto avremo lavorato con un approccio olistico mirato ad avere una relazione cane-persone più equilibrata.

Prima di tutto era necessario comprendere più a fondo l'indole di Nerone a partire dalle caratteristiche di razza. Gli Schnauzer derivano dai Bovari delle Fiandre e i grandi cani pastori dell'est a pelo lungo, si tratta di cani delle scuderie, guardiani di cavalli, cacciatori di topi e difensori dei postiglioni lungo le strade, insomma cani da lavoro, abituati ad essere attivi per gran parte della giornata. Questo già ci dà un'indicazione su quanto sia poco adatto uno schnauzer a fare il cane da salotto!

Dopo il lavoro sulla calma che i proprietari avrebbero dovuto ripetere ad ogni occasione, il primo step è stato aumentare le uscite e le attività in genere per tenere Nerone occupato ed incanalare le sue energie in attività appaganti e rilassanti. Fino a quel momento Nerone faceva una passeggiata di mezz'ora la mattina, e 2 o 3 brevi uscite “igieniche” durante il resto della giornata. La signora A. è di corporatura esile e non si sente sicura a portare a spasso Nerone, si limita alla breve passeggiata quando è necessaria, i figli sono decisamente poco collaborativi, perciò tocca a C. aumentare e rendere più interessanti le uscite; la signora A. si dedicherà soprattutto alle attività in casa.

C. si è preso l'impegno di svegliarsi un'ora prima la mattina e portare Nerone al parco dove può socializzare con gli altri cani, camminare a lungo e rilassarsi un po'. La sera, al rientro dal lavoro, lo avrebbe portato ancora a spasso per una rilassante passeggiata al guinzaglio. In realtà la passeggiata al guinzaglio non era ancora particolarmente rilassante perchè Nerone indossava un collare a strangolo e trascinava C. che si trovava all'altro capo di mezzo metro di guinzaglio. Comunque dopo una settimana di passeggiate più lunghe la situazione era un po' migliorata e Nerone sembrava più rilassato. Ora eravamo pronti per iniziare il programma di lavoro:

  • educazione alimentare e gestione del cibo

  • gioco e gestione delle iniziative

  • comunicazione corporea, paraverbale e verbale

  • gestione dei varchi e delle passeggiate

questi i punti salienti della prima parte di lavoro, poi ci saremmo dedicati a trasferire all'aperto le competenze acquisite grazie alle attività in casa, prima però dovevamo rendere Nerone un cane più tranquillo e collaborativo.

Un'attenta gestione del cibo e l'offerta della ciotola in maniera adeguata hanno fatto comprendere immediatamente a Nerone che qualcosa era cambiato nelle dinamiche familiari, il cane ha imparato ad aspettare pazientemente prima di ottenere il suo pasto e questo lo ha aiutato ad essere più collaborativo anche nel gioco. I giochi di fiuto e di ricerca, il problem solving e la “ginnastica” utilizzando il corpo dei proprietari come attrezzo su cui muoversi hanno fatto sì che il cane avesse da fare qualcosa di divertente in vari momenti durante la giornata, che si concentrasse e si rilassasse, che si divertisse nella collaborazione con le persone e che potesse vedere C. e A. come leader affidabili, premurosi, interessanti e divertenti. Il momento scelto per iniziare il gioco (come premio quando il cane è tranquillo sulla sua copertina) ha rafforzato in Nerone l'idea che non servisse agitarsi per ottenere attenzione ma che se stava rilassato per un po', ecco che qualcuno lo invitava a giocare! Il segnale di fine attività ha aiutato il cane a mettere ordine nelle sequenze comportamentali, introducendo e rinforzando quella fase refrattaria che prima non esisteva.

Imparare a comunicare meglio non è stata cosa facile per C. e A. ma alla fine sono riusciti ad utilizzare un volume di voce più basso ma soprattutto ad occupare lo spazio in maniera diversa e ad approcciarsi a Nerone in maniera più “educata” e il cane li ha ricambiati tollerando meglio e cominciando a gradire le loro attenzioni.

Il lavoro fuori casa è stata la parte più semplice, ormai avevo conquistato la fiducia dei signori in questione ed hanno finalmente accettato di provare a sostituire il collare a strangolo con una pettorina ad H e a utilizzare un guinzaglio più lungo. Si sono trovati subito bene e non sono più tornati al vecchio collare, Nerone con pochi esercizi ha imparato a camminare più tranquillo e si è mostrato sempre più collaborativo, anche negli esercizi di controllo all'aperto. In libertà nessun problema: con gli altri cani è sempre stato socievole e rispondente al richiamo.

Alla fine del percorso solo con uno dei figli le cose non sono cambiate molto anche perché il ragazzo non ha partecipato ai nostri incontri né si è dimostrato disponibile a modificare il suo modo di interagire con il cane.  Ora Nerone è un cane molto diverso da quello che era qualche mese fa, è  appagato dalle piacevoli passeggiate in compagnia del signor C. e sempre disponibile a collaborare. In casa è quasi sempre tranquillo, non ha più bisogno di rubare la biancheria per divertirsi perché sa che la signora A. quando lo vede rilassato sulla sua copertina lo chiama per fare un gioco insieme, più volte al giorno. Rimane un cane “assertivo” con la tendenza a difendere gli oggetti, ma ora i proprietari hanno imparato a rifiutare la competizione e, anziché cercare di togliere a Nerone l'oggetto del contendere, gli offrono qualcos'altro.

C. e A. hanno imparato anche a dare al cane qualcosa che lo tenga occupato durante i loro pasti, ad esempio un kong ben farcito o un osso da rosicchiare e Nerone ha imparato a tenersi a distanza dal loro tavolo.

Ora i divani sono liberi ed utilizzabili, qualche volta Nerone ruba ancora un cuscino per gioco ma non lo distrugge!

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