home casi di studio ansia da separazione Ansia da separazione: il caso Ciro

Ansia da separazione: il caso Ciro

Ciro nella boscaglia

Caso 2 – Ciro è un incrocio tra un breton e un setter irlandese di circa 3 anni con la tendenza alla fuga da casa, capace di scavalcare anche 3 metri di recinzione pur di uscire dal giardino e andarsene in giro! Dopo il trasferimento in un appartamento, senza la possibilità di stare in giardino, Ciro ha preso d'assalto porte e finestre e la proprietaria è stata costretta a rinforzarle e renderle inattaccabili. Durante l'assenza della proprietaria il cane piangeva ed abbaiava per lunghe ore scatenando così le proteste del vicinato. La signora era molto preoccupata perchè solo allora aveva preso coscienza che il suo cane si trovasse fortemente a disagio quando rimaneva da solo. Si trattava di ansia da separazione?

Ciro era stato trovato in strada 2 anni fa ed è stato inserito in casa dove c'era già un altro cane di 8 anni. E' andato tutto abbastanza bene anche se Ciro aveva il terrore dei temporali e cercava continuamente il contatto con l'altro cane, che non gradiva particolarmente ma sopportava. Poi l'altro cane di casa è morto e Ciro ha cominciato a scappare dal giardino, tornava sempre la sera per dormire in casa sul letto con la proprietaria.

Dall'intervista preliminare è risultato che da quando vive in appartamento Ciro esce tre volte al giorno per brevi passeggiate al guinzaglio, a volte può correre libero lungo le sponde del Tevere e la proprietaria fatica a catturare la sua attenzione ed a richiamarlo vicino perchè lui preferisce inseguire biciclette e corridori.

La situazione non era affatto semplice da risolvere e la signora aveva chiesto aiuto al suo veterinario che le aveva prescritto un farmaco ansiolitico dal quale il cane non aveva tratto alcun giovamento. L'intervento farmacologico da solo non poteva certo risolvere la difficoltà di Ciro a rimanere solo in casa, semmai poteva essere un aiuto per i primi tempi, dovevamo piuttosto individuare le cause per tentare di porre rimedio.

Abbiamo iniziato l'analisi delle cause di questo comportamento con la valutazione delle caratteristiche di razza perchè, se è pur vero che ogni cane è un individuo a sé con il suo carattere e le sue necessità, è anche vero che la selezione delle razze ha portato con sé la selezione di comportamenti richiesti dallo standard, almeno per i cani da lavoro.

Ciro è un po' “epagneul breton” e un po'”setter irlandese”, due cani da caccia e da ferma. Si tratta di cani selezionati per seguire piste, individuare e segnale la preda. Sono entrambi cani molto attivi e vivaci che stabiliscono un forte legame con il proprietario con il quale collaborano, affettuosi ed intelligenti.

Le motivazioni che spingono questi cani all'azione sono quella predatoria, esplorativa, perlustrativa, affiliativa, sociale e cinestesica.

Ciro si era organizzato a modo suo:

metteva in atto la motivazione predatoria inseguendo i ciclisti; l'esplorativa, la perlustrativa e la cinestesica andando in giro da solo tutte le volte che poteva; quella affiliativa riversando un grande affetto sulla proprietaria, quella sociale cercando insistentemente il contatto con l'altro cane di casa.

Quando l'altro cane di casa è morto e Ciro non ha più avuto modo di sperimentare il contatto sociale con altri cani, è stato chiuso in appartamento e sono diminuite drasticamente anche le opportunità di camminare, correre, esplorare; il cane ha sviluppato una sorta di “iperattaccamento” nei confronti della proprietaria e una gran voglia di evadere.

Ho proposto alla signora un programma abbastanza impegnativo che prevedeva:

  • uscite più lunghe variando i luoghi delle passeggiate affinchè Ciro avesse l'opportunità di perlustrare zone sconosciute e di esplorare oggetti nuovi sul suo cammino

  • la frequentazione di aree cani in cui poter socializzare con i propri simili

  • attività di gioco per sviluppare la collaboratività ed incanalare le energie di Ciro in attività rilassanti che lo aiutassero a sviluppare la propria intelligenza

  • un programma di progressiva indipendenza dalla proprietaria

  • giochi di problem solving per aumentare l'autostima del cane e renderlo capace di affrontare alcune difficoltà, come rimanere da solo in casa

  • gestione in libertà e richiamo

La proprietaria di Ciro, però, non si aspettava che la cosa fosse così impegnativa, non si sentiva pronta a lavorare a lungo e cercava una soluzione molto più rapida.

Come potevamo assicurare a Ciro il pieno soddisfacimento delle sue tendenze di razza senza provare a riequilibrare e bilanciare le motivazioni con un percorso educativo specifico?

Forse in questo caso l'unica strada praticabile era trovare per lui un'altra sistemazione in modo che avesse l'opportunità di correre libero e stare in compagnia di altri cani. A volte per il benessere del cane dobbiamo prendere in considerazione anche soluzioni molto diverse tra loro, bisogna tenere presenti molte variabili e optare per la scelta migliore in un determinato contesto e in un preciso momento.

Visto che con Cirio non c'era l'opportunità di seguire un percorso lungo e impegnativo che avrebbe portato con buone probabilità ad un equilibrio soddisfacente in ambiente urbano abbiamo optato per modificare l'ambiente e sceglierne uno più adatto alle sue caratteristiche di cane da caccia.

Ora Ciro vive in campagna, ambiente a lui più congeniale, insieme ad altri cani e può correre libero tutto il giorno con la certezza di un pasto caldo e un luogo riparato dove dormire. Non è più con la sua ex-proprietaria ma la sua presenza è diventata meno importante in ambiente così ricco di stimoli e il cane non ne soffre così tanto la lontananza.

Probabilmente Ciro non sperimenterà mai un'esistenza al massimo delle sue potenzialità ma almeno ora si può ragionevolmente pensare che sia felice!

Condividi questo articolo

 

Libri consigliati

Barbara Gallicchio,“Lupi travestiti. Le origini biologiche del cane domestico”,Edizioni Cinque, 2001

lupi travestiti

Leggi tutto...

FaceBook


crediti
[Top]