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Ansia da separazione - due casi di studio

Ansia da separazione

L'ansia da separazione è una patologia caratterizzata da sintomi riconducibili ad uno stato ansioso di tipo intermittente (distruzioni, vocalizzi, minzione emotiva,..) o permanente (attività di sostituzione, vocalizzi,..) che si manifestano in occasione della separazione dal proprietario. A  volte i sintomi si manifestano anche in caso di separazione da un altro animale o se il cane è sì separato dal suo proprietario ma in compagnia di altre persone, in quest'ultimo caso si parla di ansia da separazione con iperattaccamento.

Il cane che soffre di questa patologia solitamente è molto affettuoso ed il legame con i proprietari è profondo, forse proprio per questo subisce il distacco come una vera e propria sciagura.
Quando viene lasciato solo mette in atto una serie di comportamenti tipici: grattare la porta o le finestre per raggiungere il suo compagno umano, pianti e vocalizzi, abbaio insistente, distruzione di oggetti, anoressia temporanea (se ha a disposizione cibo non mangia finché il proprietario non rientra a casa), a volte urina e defeca per tutta casa rinforzando nelle persone la convinzione che il cane lo faccia per dispetto.

Possono essere presenti i sintomi di un vero e proprio attacco di panico, quali tremori, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, eccessiva salivazione, diarrea e vomito. Possono anche comparire fenomeni di autotraumatismo, quali lesioni da leccamento sugli arti, soprattutto anteriori, o da leccamento/mordicchiamento sui fianchi o a carico della coda; l'ansia da separazione può anche esprimersi con manifestazioni depressive, con scarsa attività generale, bulimia o inappetenza, assenza di gioco.
Il quadro clinico si arricchisce con segnali che possiamo notare prima che il proprietario esca (muoversi nervosamente e piagnucolare durante i preparativi che precedono l'uscita delle persone) e con la tendenza del cane a seguire sempre per tutta casa il proprietario in qualsiasi spostamento per non perderlo mai di vista. Nei cani con ansia da separazione il rituale di saluto quando le persone tornano a casa è esageratamente vivace. A volte i proprietari riferiscono che il cane sa di aver sbagliato perché ha l'aria colpevole, orecchie basse e sguardo supplichevole. In realtà questo è dovuto al fatto che le persone trovando casa in subbuglio possono aver sgridato o picchiato il cane per punirlo; il cane non sa perché riceve quel trattamento, semplicemente lo associa al rientro a casa  della persona. Così la volta successiva il cane vorrebbe salutare festosamente, ma assume quell'atteggiamento remissivo perché si aspetta di essere sgridato o punito, come già avvenuto in passato e non perché ha capito che distruggere casa è un comportamento non gradito!
Un cane ansioso, solitamente docile, può diventare aggressivo nel tentativo di trattenere a casa l'oggetto del suo sfrenato amore e mostrarsi iperattivo durante i preparativi all'uscita.

Le cause dell'ansia da separazione sono molteplici e vanno dalla predisposizione genetica o comunque da una mamma ansiosa che trasmette il suo stato emotivo ai cuccioli, all'ambiente di vita del cane. Sembrano più predisposti i cani di canile o quelli separati precocemente dalla mamma. Una parte di responsabilità grava anche sui proprietari che, in buona fede, sommergono il cane di attenzioni e affetto, di fatto rendendolo completamente dipendente e non in grado di affrontare alcune situazioni da solo.

Per combattere l'ansia da separazione le ricette sono molteplici e gli ingredienti devono essere miscelati insieme per contrastare al meglio le cause scatenanti. Regole generali possono essere:

garantire un numero di passeggiate adeguato alle esigenze del cane e fare in modo che le uscite siano rilassanti
allenare il cane all'indipendenza
sollevarlo dallo stress di gestire le iniziative, è il proprietario che deve farsene carico
ridurre al minimo i rituali di separazione e di ricongiungimento
allenare il cane alla calma
mostrarsi sereni e rilassati al momento del distacco e del ricongiungimento

Anche in questo caso sarà il veterinario comportamentalista a decidere se possa essere utile o meno una terapia farmacologica di supporto a quella comportamentale.

Presentiamo qui brevemente 2 casi di studio che saranno analizzati più nel dettaglio in seguito.

Caso 1 - Quando i proprietari di Dolly mi hanno contattato la cagnolina aveva circa 5 mesi. Si tratta di un beagle con grosse difficoltà a rimanere da sola in casa. Dolly vive con una coppia giovane e ha la fortuna di poter seguire la sua proprietaria in ufficio perciò non trascorre molto tempo da sola. Quando veniva lasciata in casa anche per brevi periodi si accaniva sulla porta  grattando furiosamente e i proprietari riferivano di trovarla profondamente prostrata al loro ritorno come se avesse tentato per tutto il tempo di buttare giù la porta. Trovavano tracce di saliva sulla porta e sul pavimento, alcune volte ha distrutto i cuscini del divano e il telecomando della tv. Erano convinti che la cagnolina fosse affetta da una grave forma di ansia da separazione.

Caso 2 - Ciro è un incrocio tra un breton e un setter irlandese di circa 3 anni con la tendenza alla fuga da casa, capace di scavalcare anche 3 metri di recinzione pur di uscire dal giardino e andarsene in giro! Dopo il trasferimento in  un appartamento, senza la possibilità di stare in giardino, Ciro ha preso d'assalto porte e finestre e la proprietaria è stata costretta a rinforzarle e renderle inattaccabili. Durante l'assenza della proprietaria il cane piangeva ed abbaiava per lunghe ore scatenando così le proteste del vicinato. La signora era molto preoccupata perché solo allora aveva preso coscienza che il suo cane si trovasse fortemente a disagio quando rimaneva da solo.

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