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Rischi e benefici a lungo termine sulla salute associati alla sterilizzazione/castrazione nei cani

Autore: Laura J. Sanborn, M.S, 14 Maggio, 2007 - Traduzione di Elena Mazzone

sterilizzazione caniRiassunto

A qualche punto, la maggior parte di noi con interesse nei cani dovranno considerare se sterilizzare/castrare o meno il loro animale da compagnia. Tradizione dice che i vantaggi di far ciò in età precoce superano i rischi. Spesso, la tradizione regna sul processo decisionale anche dopo che si è accumulata un'evidenza che bilancerebbe in senso contrario tale tesi.

Nel tentativo di sciogliere la complessità dell'argomento, la signora Sanborn ha svolto una revisione critica della letteratura medica veterinaria tramite recensione in un'esaustiva trattazione scientifica. Per valutare l'impatto di salute, e rispettivamente di sterilizzazione/castrazione in cani maschi e femmine, sono stati esaminati più di 50 articoli peer-reviewed. Non si possono ignorare i risultati dell'aumentato rischio di osteosarcoma , emangiosarcoma, ipotiroidismo, e altre malattie meno frequenti associate con la castrazione del cane maschio. Sarebbe irresponsabile da parte della professione medica veterinaria e della comunità che possiede un animale domestico non riuscire a soppesare i relativi costi e benefici della sterilizzazione sulla salute e benessere dell'animale. La decisione per le femmine potrebbe essere più complessa, enfatizzando ulteriormente la necessità di una decisione medica basata sull'individuo e non su procedure standardizzate per tutti i soggetti.

Nessuna generalizzazione assoluta è implicate in questa revisione critica. Piuttosto, l'autore ci chiede di considerare tutte le informazioni a disposizione su salute e malattia durante la valutazione dei singoli animali. Inoltre, la miglior decisione dovrebbe essere presa in base a genere, età, razza e anche le specifiche condizioni di cura, abitazione ed educazione a lungo termine dell'animale.

Questa importante rivisitazione aiuterà sia i fornitori di cure mediche veterinarie sia i proprietari di animali a prendere decisioni informate. Chi potrebbe chiedere di meglio?

Larry S. Katz, PhD
Associate Professor and Chair
Animal Sciences

Rutgers University New Brunswick, NJ 08901

INTRODUZIONE

In America ai proprietari di cani viene spesso consigliato di sterilizzare/castrare i loro cani per ragioni di salute. Vengono citati una serie di benefici per la salute, ma non l'evidenza per supportare tali benefici.

Quando si discute dell'impatto sulla salute della sterilizzazione/castrazione, spesso non vengono menzionati i rischi sulla salute e quando ne vengono menzionati alcuni, generalmente non sono quelli più severi.

Questo articolo è un tentativo di riassumere i rischi e benefici a lungo termine sulla salute associati alla sterilizzazione/castrazione in cani trovati in letteratura medica veterinaria. Questo articolo non discuterà dell'impatto della sterilizzazione/castrazione sul controllo delle nascite o dell'impatto sul comportamento.

Quasi tutti i rischi e benefici raccolti in questo articolo sono i risultati di studi epidemiologici retrospettivi su cani che esaminano le associazioni possibili, cercando a ritroso nel tempo. Alcuni provengono da studi prospettici, che esaminano le associazioni possibili, cercando in avanti nel tempo.

SOMMARIO

Una lettura oggettiva della letteratura medica veterinaria rivela una situazione complessa rispetto ai rischi e benefici a lungo termine sulla salute associati con la sterilizzazione/castrazione nei cani. L'evidenza scientifica mostra che la sterilizzazione/castrazione correla sia con effetti positivi che con effetti avversi nei cani. Suggerisce inoltre come ancora non si conosca veramente questo argomento.

A conti fatti, sembra che nessun caso convincente può giustificare la castrazione della maggiorparte dei cani maschi, soprattutto quelli immaturi, al fine di prevenire futuri problemi di salute. Nella maggior parte dei casi il numero di problemi di salute associati alla castrazione potrebbe superare i benefici.

In positivo, castrare i cani maschi:

  • elimina il minimo rischio (probabilmente <1%) di morire di tumore ai testicoli

  • riduce il rischio di disordini non-tumorali alla prostata

  • riduce il rischio di fistole perianali

  • potrebbe ridurre il rischio di diabete (dati inconcludenti)

In negativo, castrare i cani maschi

  • se fatto prima dell'anno di età, aumenta significativamente il rischio di osteosarcoma (tumore alle ossa); un tumore con cattiva prognosi diffuso nelle razze medio/grandi.
  • aumenta il rischio di angiosarcoma cardiaco di un fattore di1.6
  • triplica il rischio di ipotiroidismo

  • aumenta il rischio di decadimento cognitivo geriatrico

  • triplica il rischio di obesità, un comune problema di salute associato a molti altri problemi

  • quadruplica il piccolo rischio (<0.6%) di cancro alla prostata

  • raddoppia il piccolo rischio (<1%) di tumori al tratto urinario

  • aumenta il rischio di disturbi ortopedici

  • aumenta il rischio di reazioni avverse alle vaccinazioni

Per le cagne femmina la situazione è più complessa. Il numero di benefici sulla salute associati alla sterilizzazione potrebbe superare, in alcuni casi (non tutti) i problemi di salute.

A conti fatti, se la sterilizzazione migliora le probabilità di una buona salute generale o la peggiora dipende probabilmente dall'età della cagna ed il rischio relativo di varie malattie nelle diverse razze.

In positivo, sterilizzare i cani femmina

  • se fatta prima dei 2.5 anni d'età riduce di gran lunga il rischio di tumori alla mammella, il più comune tumore maligno nei cani femmina

  • elimina quasi completamente il rischio di piometra, che altrimenti affligge circa il 23% e uccide circa l'1% delle femmine intere.

  • riduce il rischio di fistole perianali.

  • rimuove il rischio molto piccolo(≤0.5%) di tumori uterini, della cervice e delle ovaie

In negativo, sterilizzare i cani femmina

  • se fatta prima dell'anno di età, aumenta significativamente il rischio di osteosarcoma (tumore alle ossa); un tumore con cattiva prognosi diffuso nelle razze medio/grandi.

  • Aumenta il rischio di emangiosarcoma splenico di un fattore di 2.2 e di emangiosarcoma cardiaco di un fattore >5; questo è un tumore comune e principale causa di morte in alcune razze

  • triplica il rischio di ipotiroidismo

  • triplica il rischio di obesità, un comune problema di salute con associati molti altri problemi

  • causa una “incontinenza urinaria da sterilizzazione” nel 4-20% dei cani femmina

  • aumenta il rischio di infezioni del tratto urinario persistenti o ricorrenti di un fattore di 3-4

  • aumenta il rischio di vulva ipoplasica, dermatite vaginale, e vaginiti soprattutto per i cani femmina sterilizzate prima della pubertà

  • raddoppia il piccolo rischio (<1%) di tumori del tratto urinario

  • aumenta il rischio di disturbi ortopedici

  • aumenta il rischio di reazioni avverse alle vaccinazioni

Una cosa è chiara – molta dell'informazione su sterilizzazione/castrazione a disposizione del pubblico è sbilanciata e contiene affermazioni che sono esagerate o non sostenute dall'evidenza scientifica. Invece di contribuire ad educare i proprietari di cani, in gran parte ha contribuito a fraintendimenti comuni circa i rischi e benefici associati alla sterilizzazione/castrazione nei cani.

La tradizionale sterilizzazione/castrazione all'età di sei mesi nonché la moderna pratica della sterilizzazione/castrazione pediatrica sembrano predisporre i cani a rischi di salute che potrebbero altrimenti essere evitati con l'attesa della maturazione fisica, o forse nel caso di molti cani maschi, rinunciando del tutto a meno che non medicalmente necessario.

L'equilibrio tra rischi e benefici a lungo termine della sterilizzazione/castrazione varierà da cane a cane. Razza, età, e sesso sono variabili che devono essere prese in considerazione assieme a fattori non medici per ogni singolo cane. Le raccomandazioni indistinte per tutti i cani non sembrano essere supportate dai risultati della letteratura medica veterinaria.



RISULTATI DEGLI STUDI

Questa sezione riassume le malattie o condizioni che sono state studiate in relazione alla sterilizzazione/castrazione nei cani.

Complicanze da intervento di sterilizzazione/castrazione

Tutti gli interventi comportano un qualche rischio di complicanze, incluse reazioni avverse all'anestesia, emorragie, infiammazioni, infezioni, ecc. Le complicanze chirurgiche hanno solo un effetto immediato e a breve termine chiaramente collegato all'intervento e non a effetti più a lungo termine che possono essere valutati solo da studi di ricerca.

In un ospedale veterinario universitario dove sono state registrate le complicanze da sterilizzazione in cani femmine, il tasso delle complicanze intraoperatorie, postoperatorie e delle complicanze in totale erano del 6.3%, 14.1% e 20.6%1. Altri studi hanno mostrato un tasso di complicanze totali dovute alla castrazione del 17.7%2 e 23%3. Uno studio di un veterinario privato in Canada ha trovato un tasso di complicanze del 22% da sterilizzazione e del 19% da castrazione4.

Complicanze gravi come ad esempio infezioni, ascessi, rotture della ferita chirurgica, e masticazione dei punti di sutura sono state riportate con una frequenza del 1- 4% con la chirurgia di sterilizzazione/castrazione che incidevano rispettivamente del 90% e 10% su tali complicanze4.

Il tasso di morte dovuto a complicanze da sterilizzazione/castrazione è basso, circa del 0.1%2.

Tumore alla prostata

Molta dell'informazione disponibile al pubblico circa la sterilizzazione/castrazione afferma che la castrazione riduce o elimina il rischio per un cane maschio di sviluppare il tumore alla prostata. Questa non sarebbe una supposizione irragionevole, dal momento che il tumore alla prostata nell'uomo è legato al testosterone. Ma l'evidenza nei cani non dimostra questo assunto. Infatti l'evidenza più forte suggerisce proprio il contrario.

Ci sono stati svariati studi epidemiologici contrastanti nell'arco degli anni che hanno trovato o un aumentato o un diminuito rischio di tumore alla prostata nei cani castrati. Questi studi non hanno utilizzato popolazioni di controllo, rendendo questi risultati nella migliore delle ipotesi difficili da interpretare. Ciò potrebbe in parte spiegare il perchè di risultati contrastanti.

Più recentemente, sono stati condotti due studi con popolazione di controllo. Uno di questi studi coinvolgeva una popolazione di cani in Europa5 e l'altro in America6. Entrambi gli studi hanno trovato che i cani castrati hanno un rischio di tumore alla prostata quattro volte superiore rispetto ai cani interi.

Sulla base dei loro risultati i ricercatori suggeriscono un nesso di causa-effetto: “ciò suggerisce che la castrazione non avvia lo sviluppo del carcinoma prostatico nel cane, ma ne favorisce la progressione”5 e inoltre “Il nostro studio mostra che la maggior parte dei tumori prostatici del cane sono di origine duttale/uroteliale. L'incidenza relativamente bassa di tumore alla prostata nei cani interi potrebbe suggerire che gli ormoni testicolari hanno un ruolo protettivo contro il carcinoma prostatico duttale/uroteliale, o potrebbero avere un effetto indiretto sul tumore modificando l'ambiente nella prostata”6 .

Ciò ha bisogno di essere messo in prospettiva. A differenza degli umani , il tumore alla prostata nei cani non è comune. Data un'incidenza di tumore alla prostata nei cani di meno del 0.6% da studi necroscopici 7, è difficile vedere come il rischio di tumore prostatico debba influenzare pesantemente le decisioni riguardo la castrazione. C'è l'evidenza di un aumentato rischio di tumore prostatico in almeno una razza (Bouviers)5, mentre pochi dati finora per guidarci rispetto ad altre razze.

Cancro testicolare

Dal momento che con la castrazione vengono rimossi i testicoli, verrà di conseguenza tolto anche qualsiasi rischio di tumore ai testicoli (partendo dal presupposto che i testicoli vengano rimossi prima che si sviluppi il tumore). Questo dato va comparato con il rischio di tumore ai testicoli nei cani interi.

I tumori testicolari non sono rari nei cani anziani intatti, con una incidenza riportata del 7%8. Tuttavia la prognosi nel trattamento del tumore testicolare è molto buona ed è dovuta ad un basso tasso di metastasi9, quindi questo tipo di tumore è una causa di decesso poco comune nei cani interi. Per esempio, in un sondaggio della Purdue University sulla salute nella razza Golden retriever 10, le morti dovute al tumore ai testicoli erano sufficientemente infrequenti da non essere presenti nella lista delle principali cause di " Potenziali anni di vita persi peri cause di morte veterinaria confermate” anche se il 40% dei maschi di GR erano interi. Inoltre i GR che erano stati trattati per tumore ai testicoli avevano un successo di terapia del 90%. Ciò è in buon accordo con altri lavori che trovavano un tasso di metastasi per tumore ai testicoli nei cani del 6-14%11.

L'alto tasso di guarigione del tumore ai testicoli combinato con la sua frequenza suggerisce che meno del 1% di cani maschi interi morirà di tumore ai testicoli.

In sintesi, nonostante il rischio di tumore mortale ai testicoli possa essere la causa più comune per cui molti consigliano la sterilizzazione dei cani maschi giovani, tale rischio è sufficientemente basso da giustificare difficilmente la sterilizzare dei cani per prevenirlo.

Un'eccezione potrebbe essere un criptorchidismo monolaterale o bilaterale , dal momento che i testicoli ritenuti nell'addome sono 13.6 volte più propensi a sviluppare tumori rispetto a quelli scesi 12 ed è anche più difficile individuare i tumori nei testicoli non scesi tramite un esame fisico di routine.

Osteosarcoma (Tumore delle ossa)

Uno studio multi-razza con gruppo di controllo sui fattori di rischio dell'osteosarcoma ha trovato che i cani sterilizzati/castrati avevano un rischio doppio di sviluppare un osteosarcoma rispetto ai cani interi 13.

Questo rischio è stato ulteriormente studiato nei Rottweilers, una razza con un rischio relativamente alto di osteosarcoma. Questo studio di coorte retrospettivo ha suddiviso il rischio in base all'età di sterilizzazione e ha trovato che l'elevato rischio di osteosarcoma è associato alla sterilizzazione dei cani giovani14. I Rottweilers sterilizzati/castrati prima dell'età di un anno avevano una probabilità di 3.8 (maschi) o 3.1 (femmine) superiore di sviluppare un osteosarcoma rispetto ai cani interi. Infatti, la combinazione del rischio di razza con la sterlizzazione/castrazione precoce significava che i cani rottweilers sterilizzati/castrati prima dell'anno avevano un rischio del 28.4% (maschi) e 25.1% (femmine) di sviluppare un osteosarcoma. Questi risultati sono consistenti con il precedente studio multirazza13 ma hanno il vantaggio di valutare il rischio in funzione dell'età alla sterilizzazione. Una conclusione logica derivante dalla combinazione dei due studi è che la sterilizzazione/castrazione dei cani prima dell'anno d'età è associata ad un rischio significativamente aumentato di osteosarcoma14.

I ricercatori suggeriscono una relazione di causa-effetto, dal momento che è noto che gli ormoni sessuali influenzano il mantenimento della struttura e massa scheletrica, e anche perchè i risultati mostrano una relazione inversa tra tempo di esposizione agli ormoni sessuali e rischio di osteosarcoma14 .

Il rischio di osteosarcoma aumenta all'aumentare della taglia e specialmente dell'altezza 13 . E' una comune causa di morte nelle razze medio/grandi, grandi e giganti. L'osteosarcoma è la terza causa più comune di morte nei Golden Retrievers10 ed è ancora più comune nelle razze più grandi 13.

Data l'infausta prognosi dell'osteosarcoma e la sua frequenza in molte razze, la sterilizzazione/castrazione di cani sessualmente immaturi di razze medio/grandi, grandi e giganti è apparentemente associata con un elevato rischio di morte da osteosarcoma.



Tumore mammario (Tumore della mammella)

In uno studio in Norvegia15 dove la sterilizzazione è molto meno frequente che negli Stati Uniti, i tumori alle mammelle sono di gran lunga i tumori più comuni nelle cagne intere, costituendo il 53% di tutti i tumori maligni nelle cagne.

Il 50-60% dei tumori alla mammella sono maligni e con un significativo rischio di metastasi16. Si è visto che i tumori alla mammella hanno recettori per gli estrogeni17 , e le ricerche pubblicate18 mostrano che il rischio relativo (odds ratio) che una femmina sviluppi un tumore mammario in confronto con il rischio delle femmine intere è dipendente dal numero di cicli d'estro che compie:

# di cicli d'estro prima della sterilizzazione Odds Ratio

nessuno 0.005
1 0.08
2 o più 0.26
Intere 1.0

Gli stessi dati categorizzati diversamente, hanno mostrato che il rischio relativo (odds ratio) che le femmine sviluppano un tumore alle mammelle paragonato al rischio nelle femmine intere indica che:

Eta' alla sterilizzazione Odds Ratio

≤ 29 mesi 0.06
≥ 30 mesi 0.40 (non statisticamente significativo con P<0.05)
Interi 1.00

Per favore notare che questi sono rischi RELATIVI. Questo studio è stato citato molte volte altrove ma i risultati sono stati spesso rappresentati male come rischi assoluti.

Una simile diminuzione nel rischio di tumore al seno è stato trovato nelle donne sotto l'età di 40 anni che hanno perso la loro produzione di estrogeni in seguito a menopausa artificiale”19 ed è noto che il tumore al seno nell'uomo è dipendente dagli estrogeni.

Il tumore alla mammella è stato valutato come la decima più comune causa di perdita d'anni di vita nei Golden Retrievers, anche se l' 86% delle femmine di GR erano state sterilizzate, ad un'età media di 3.4 anni10. Considerando che il sottoinsieme delle femmine costituisce la quasi totalità dei tumori alla mammella, questo tipo di tumore si classificherebbe a circa il quinto posto delle cause più comuni di anni di perdita di vita nelle femmine di GR. Si classificherebbe ancora più in alto se più femmine di GR fossero rimaste intere fino ai 30 mesi d'età.

I boxer, cocker spaniels, Springer spaniels inglesi, ed i bassotti tedeschi sono razze ad alto rischio di sviluppare tumori alla mammella15. E' stato trovato che una popolazione composta per lo più da femmine intere di Boxers aveva una probabilità del 40% di sviluppare un tumore alla mammella nell'età di 6-12 anni15. Ci sono alcune indicazioni riguardo al fatto che i cani di razza potrebbe avere un maggior rischio rispetto ai meticci, e i cani di razza con un alto tasso di consanguineità potrebbero avere un rischio aumentato rispetto a quelli con basso tasso di consanguineità20. E' necessario un ulteriore approfondimento per determinare se ciò sia significativo.

In sintesi, sterilizzare le cagne femmine riduce significativamente il rischio di tumore alla mammella (un tumore frequente), e minore il numero di estri avuti almeno fino ai 30 mesi d'età minore sarà il rischio.

 

Tumori del tratto riproduttivo femminile ( tumori uterini, della cervice, ed ovarici)

I tumori uterini/della cervice sono rari nei cani e costituiscono solo il 0.3% di tumori nei cani21. La sterilizzazione eliminerà il rischio di tumori alle ovaie, ma il rischio è solo del 0.5%22.

Mentre la sterilizzazione eliminerà il rischio di tumori dell'apparato riproduttivo, è improbabile che la chirurgia sia giustificabile nella prevenzione del rischio di tumori uterini, della cervice ed ovarici dal momento che tali rischio sono così bassi.

Tumori del tratto urinario (Tumori alla vescica ed uretra)

Uno studio retrospettivo con controlli di pari età ha trovato che i cani sterilizzati/castrati avevano due volte più probabilità di sviluppare tumori del tratto urinario inferiore (vescica e uretra) rispetto ai cani interi23. Questi tumori sono quasi sempre maligni, ma sono infrequenti, rappresentando meno dell'1% di tumori nei cani. Per cui tale rischio è improbabile che pesi sulla decisione di sterilizzare/castrare.

Gli airedale terriers, i beagle, e gli scottish terriers sono ad elevato rischio di tumori al tratto urinario inferiore mentre i pastori tedeschi hanno un rischio inferiore alla media23.

Emangiosarcoma

L'emangiosarcoma è un tumore frequente nei cani. E' la principale causa di morte in alcune razze tra cui i saluki, i bulldog francesi, i water spaniels irlandesi, i flat coated retriever, i golden retriever, i boxer, i levrieri afgani, i setter inglesi, gli scottish terrier, i boston terrier, i bulldog, ed i pastori tedeschi24.

In uno studio con controlli di pari età, si è trovato che le femmine sterilizzate avevano un rischio di 2.2 volte più alto di emangiosarcoma splenico rispetto alle femmine intere24.

Uno studio retrospettivo sui fattori di rischio dell'emangiosarcoma cardiaco ha trovato un rischio superiore di 5 volte nelle femmine sterilizzate rispetto alle femmine intere ed un rischio di 1.6 volte più alto nei maschi castrati rispetto ai cani maschi interi25. Gli autori suggeriscono un effetto protettivo degli ormoni sessuali contro l'emangiosarcoma, soprattutto nelle femmine.

Nelle razze in cui l'emangiosarcoma è una delle principali cause di morte, l'aumentato rischio associato alla sterilizzazione/castrazione è da prendersi in considerazione nella decisione se e quando sterilizzare un cane.

Ipotiroidismo

Si è trovato che la sterilizzazione/castrazione nei cani è correlata a un rischio tre volte maggiore di ipotiroidismo rispetto ai cani interi26.

I ricercatori suggeriscono una relazione di causa-effetto: hanno scritto “Più importante del minimo impatto diretto sulla funzione tiroidea nell'associazione tra sterilizzazione e castrazione e ipotiroidismo, potrebbe essere l'effetto degli ormoni sessuali sul sistema immunitario. La castrazione aumenta la gravità della tiroidite autoimmune nei topi che potrebbe spiegare il link tra la sterilizzazione/castrazione e l'ipotiroidismo nei cani.

L' ipotiroidismo nei cani provoca obesità, letargia, perdita del pelo, ed anormalità riproduttive.27

Nei songaggi di razza sulla salute il rischio di ipotiroidismo a vita è stato trovato in 1 su 4 nei Golden Retriever 10, 1 su 3 negli Akita28, ed in 1 su 13 negli Alani29.

 

Obesità

A causa di cambiamenti nel metabolismo, i cani sterilizzati/castrati sono più propensi a sviluppare sovrappeso o obesità rispetto ai cani interi. Uno studio ha trovato un rischio due volte maggiore di obesità nelle femmine sterilizzate rispetto alle femmine intere30. Un altro studio ha trovato che i cani sterilizzati/castrati avevano una probabilità 1.6 (femmine) o 3.0 (maschi) volte superiore di essere obesi rispetto ai cani interi, e di1.2 (femmine) o 1.5 (maschi) volte superiore di essere in sovrappeso rispetto ai cani interi31.

Uno sondaggio negli ambulatori veterinari nel Regno Unito ha trovato che il 21% dei cani era obeso30.

L'essere obesi o in sovrappeso è associato ad una serie di problemi di salute nei cani, e quelli in sovrappeso sono più propensi ad essere diagnosticati con iperadenocorticismo, lesioni del legamento crociato, ipotiroidismo, malattie del tratto urinario inferiore e malattie della bocca32. I cani obesi sono più propensi a essere diagnosticati con ipotiroidismo, diabete mellito, pancreatiti, lesione del legamento crociato e neoplasie (tumori)32.

Diabete

Alcuni dati indicano che la sterilizzazione raddoppia il rischio di diabete nei cani maschi, ma altri dati non hanno invece mostrato alcuna differenza nel rischio associato alla sterilizzazione33. Negli stessi studi, non è stato trovato alcun nesso tra sterilizzazione delle cagne femmine ed il rischio di diabete.

Reazioni avverse ai vaccini

Uno studio di coorte retrospettivo sulle reazioni avverse ai vaccini è stato condotto su reazioni allergiche, orticaria, anafilassi, arresto cardiaco, shock cardiovascolare, e morte improvvisa. Le reazioni avverse erano del 30% più probabili nelle femmine sterilizzate che nelle femmine intere, e 27% più probabili nei maschi castrati rispetto a quelli interi34.

Gli investigatori discutono su di un possibile meccanismo di causa-effetto per questo ritrovamento, incluso il ruolo che giocano gli ormoni sessuali nell'abilità di sviluppare una risposta immunitaria nei confronti della vaccinazione34.

Le razze toy e piccole sono ad elevato rischio di reazioni avverse ai vaccini come anche i boxers, i bulldog inglesi, i lhasa apso, i weimaraner, gli american eskimo dogs, i golden retrievers, i basset hounds, i welsh corgis, i siberian huskies, gli alani, i labrador retriever, i doberman Pinscher, gli american pit bull terrier, e gli akita34. Si è trovato che i cani meticci sono a minor rischio, e gli autori suggeriscono come causa una eterogeneità genetica (hybrid vigor).

Disordini del tratto urogenitale.

L'incontinenza urinaria è comune nelle femmine sterilizzate, e può presentarsi subito dopo l'intervento di sterilizzazione o con un ritardo fino a sette anni. In vari studi il tasso d'incidenza è del 4-20% 35,36,37 nelle femmine sterilizzate paragonato al solo 0.3% delle femmine intere38. L'incontinenza urinaria è talmente associata alla sterilizzazione che viene spesso chiamata ”incontinenza da sterilizzazione” ed è causata dall'insufficienza dello sfintere uretrale39, nonostante il meccanismo biologico non sia ancora noto. Molti (ma non tutti) i casi di incontinenza urinaria rispondono al trattamento medico, ed in molti casi questo trattamento andrà continuato per tutta la vita del cane40 .

Uno studio retrospettivo ha trovato che le infezioni persistenti o ricorrenti del tratto urinario (vescica) erano 3-4 volte più probabili nelle femmine sterilizzate rispetto a quelle intere41. Un altro studio retrospettivo ha trovato che le femmine sterilizzate prima dei cinque mesi e mezzo d'età avevano una probabilità 2.76 volte più alta di sviluppare infezioni al tratto urinario rispetto a quelle sterilizzate dopo i cinque mesi e mezzo42.

In base all'età dell'intervento, la sterilizzazione causa un anormale sviluppo dei genitali esterni. Si è trovato che le femmine sterilizzate hanno un rischio superiore di ipoplasia vulvare, dermatiti vaginali, vaginiti, e infezioni del tratto urinario43. Il rischio è ancora maggiore per le cagne sterilizzate prima della pubertà43 .

Piometra (Infezione dell'utero)

Dati sulle assicurazioni degli animali domestici in Svezia (dove la sterilizzazione è poco comune) mostrano che circa il 23% di tutti i cani femmina sviluppano una piometra prima dei 10 anni44. Bovari bernesi, rottweilers, collie a pelo ruvido, cavalier king charles spaniels e golden retriever sono risultate razze ad alto rischio44. Cagne che non hanno partorito dei cuccioli sono ad elevato rischio di piometra45. Raramente, le femmine sterilizzate possono sviluppare un'infezione del troncone di utero se non completamente rimosso.

La piometra può essere trattata farmacologicamente o chirurgicamente, ma il 4% dei casi di piometra possono causare il decesso44. Combinato con l'incidenza della piometra ciò suggerisce che circa l'1% delle femmine intere moriranno a causa di piometra.

Fistole perianali

I cani maschi hanno un rischio doppio di sviluppare fistole perianali rispetto ai cani femmina, ed i cani sterilizzati/castrati hanno un rischio minore rispetto ai cani interi46.

I pastori tedeschi ed i setter irlandesi hanno maggior probabilità si sviluppare fistole anali rispetto ad altre razze46.

Disordini non-tumorali della prostata

L'incidenza dell'ipertrofia prostatica benigna (BPH, prostata ingrossata) aumenta con l'età nei maschi interi, e si verifica in più dell' 80% dei maschi interi più grandi di 5 anni47. La maggior parte dei casi di BPH non da nessun problema, ma in alcuni casi il cane ha problemi a defecare ed urinare.

La castrazione preverrà la BPH. Se la castrazione viene eseguita dopo che la prostata si è ingrossata, questa si ridurrà abbastanza velocemente.

La BPH è collegata ad altri problemi della prostata quali infezioni, ascessi, cisti che a volte possono avere serie conseguenze.

In uno studio sui beagles, la rimozione chirurgica delle ovaie (come accade nella sterilizzazione) causa un aumento del tasso di rimodellamento dell'ilio (osso pubico)48, suggerendo un aumentato rischio di dispalsia dell'anca con la sterilizzazione. E' stato anche trovato che la sterilizzazione causa una netta perdita di massa ossea nella spina dorsale49.

La sterilizzazione/castrazione di cani immaturi ritarda la chiusura delle piastre di crescita delle ossa ancora in crescita, causando una dimensione superiore delle ossa rispetto ai cani interi o ai cani sterilizzati dopo la maturità50. Dal momento che le piastre di crescita si chiudono in momenti diversi in base alle ossa, la sterilizzazione/castrazione eseguita dopo la chiusura di alcune piastre ma prima della chiusura di altre potrebbe risultare in un cane dalle proporzioni innaturali, con un possibile effetto sulla performance e durata a lungo termine delle articolazioni.

La sterilizzazione/castrazione è associata ad un rischio due volte maggiore di rottura del legamento crociato51. Forse ciò è associato all'aumentato rischio di obesità30.

La sterilizzazione/castrazione prima dei 5,5 mesi d'età è associata ad un aumento del rischio legato all'età di dispalsia all'anca del 70% rispetto a cani sterilizzati/castrati dopo l'età di 5,5 mesi d'età, anche se ci sono alcune indicazione che i primi potrebbero aver avuto una minor gravità di presentazione della malattia42. I ricercatori suggeriscono che “è possibile che l'aumentata lunghezza delle ossa derivante dalla gonadectomia in età precoce porta a cambiamenti nella conformazione articolare, che potrebbe portare ad una diagnosi di displasia dell'anca”.

In un sondaggio sulla salute di razza negli airedale, i cani sterilizzati/castrati avevano un rischio significativamente maggiore di soffrire di displasia all'anca come anche di un “qualche disordine muscolo-scheletrico” rispetto a cani interi52, nonostante non fossero stati controllati i fattori confondenti quali la possibilità che alcuni cani fossero stati sterilizzati/castrati a causa di una displasia o altro disordine muscolo-scheletrico.

Rispetto ai cani interi, un altro studio ha trovato che che i cani castrati sei mesi prima di una diagnosi di dispalsia all'anca avevano la probabilità di 1.5 volte di sviluppare una displasia dell'anca clinicamente evidente53.

Rispetto ai cani interi, nei cani sterilizzati/castrati si è trovato un rischio di 3.1 più alto di lussazione patellare5.

Decadimento cognitivo geriatrico

I maschi castrati e le femmine sterilizzate hanno un rischio aumentato di progredire da un lieve ad un severo deterioramento cognitivo senile rispetto ai cani maschi interi55. Non è stato possibile determinare il rischio rispetto alle femmine intere in quanto non c'era un numero sufficiente di femmine intere per lo studio.

Il deterioramento cognitivo geriatrico include disorientamento in casa e fuori, cambiamenti nelle interazioni sociali con i membri umani della famiglia, perdita delle abitudini acquisite di fare i bisogni fuori casa e cambiamenti del ciclo sonno-veglia55.

I ricercatori affermano” questi risultati sono in linea con la corrente ricerca sul ruolo neuro-protettivo degli estrogeni e testosterone a livello cellulare e degli estrogeni nella prevenzione della malattia di Alzheimer nelle donne. Si potrebbe presupporre che gli estrogeni abbiano un simile ruolo protettivo nelle cagne sessualmente attive; purtroppo per avvalorare tale ipotesi non sono state arruolate sufficienti cagne femmine sessualmente attive ”55

CONCLUSIONI

Una lettura oggettiva della letteratura medica veterinaria rivela una situazione complessa in relazione ai rischi e benefici a lungo termine sulla salute associati alla sterilizzazione/castrazione nei cani.

L'evidenza mostra che la sterilizzazione/castrazione correla sia con effetti benefici che negativi sulla salute nei cani. Suggerisce anche quanto ancora non sappiamo su questo argomento.

A conti fatti, sembra che nessun caso convincente può essere fatto per castrare i cani maschi nell'intento di prevenire problemi di salute futuri, in particolare cani maschi immaturi. Nella maggior parte dei casi il numero di problemi di salute associati alla sterilizzazione può superare i benefici per la salute.

Per le cagne femmina la situazione è più complessa. Il numero di benefici sulla salute associati alla sterilizzazione potrebbe superare, in alcuni casi (non tutti) i problemi di salute.

A conti fatti, se la sterilizzazione migliora le probabilità di una buona salute generale o la peggiora dipende probabilmente dall'età della cagna ed il rischio relativo di varie malattie nelle diverse razze.

La tradizionale età di sterilizzazione/castrazione a sei mesi, nonché della sterilizzazione pediatrica sembrano predisporre i cani a rischi per la salute che potrebbero altrimenti essere evitati in attesa che il cane sia fisicamente maturo, o forse nel caso di molti cani maschi, rinunciando del tutto a meno che non medicalmente necessario.

L'equilibrio tra benefici e rischi a lungo termine sulla salute della sterilizzazione/castrazione varierà da cane a cane. Razza, età e sesso sono variabili che devono essere prese in considerazione assieme a fattori non medici per ogni singolo cane. Raccomandazioni in toto per tutti i cani non appaiono essere supportate dai risultati della letteratura medica veterinaria.

 

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