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Prevenzione dei disturbi comportamentali nella relazione uomo-cane

segnali di calma fra nuvola e chiliMercoledì 13 giugno 2012 è stato presentato a Roma il seminario dal titolo “La prevenzione dei disturbi comportamentali nella relazione uomo-cane” sponsorizzato dalla Pfizer in occasione dell'uscita di un nuovo prodotto per cani e gatti contro pulci e zecche. Relatore il dott. Raimondo Colangeli, medico veterinario comportamentalista, Presidente senior della SISCA, vicePresidente ANMVI e professore alle Università di Teramo, Pisa e Parma. Medici veterinari, proprietari di cani ed educatori cinofili sono stati accolti presso l'Hotel Inn con un aperitivo a bordo piscina prima dell'inizio dei lavori.

Il dott. Colangeli ha affrontato numerosi argomenti trattati con rigore scientifico e semplicità di linguaggio accompagnati da esempi chiarificatori per le parti più “accademiche”, il tutto condito da un accattivante umorismo nel presentare e commentare i filmati ottenendo così la massima attenzione da parte di tutti i presenti fino a tarda sera. (...)

Partendo dalla definizione del cane come essere senziente dotato di intelligenza emozionale, i contenuti hanno spaziato dallo sviluppo filogenetico e ontogenetico del cane, alla domesticazione, alle competenze (sensoriali, emozionali, sociali, cognitive), al funzionamento della mente in stretta connessione con le emozioni, ai meccanismi di apprendimento.

La parte centrale della relazione è stata dedicata ai 4 punti cardine della relazione uomo-cane:

  1. lo sviluppo del cucciolo e l'attaccamento primario alla mamma – lo sviluppo del legame affettivo è una funzione vitale per garantire un corretto equilibrio emozionale-cognitivo-comportamentale. La figura di attaccamento primario è la mamma che fornisce al cucciolo una base sicura, lo educa e si propone come modello da imitare. Nei primi 60 giorni di vita i cuccioli imparano gli autocontrolli motori, il controllo del morso e la socializzazione ma se manca un attaccamento sicuro si avranno patologie del comportamento. In natura il distacco dalla mamma avviene a circa 6 mesi per i maschi, un po' più tardi nelle femmine.

  2. l'adozione e l'attaccamento secondario al proprietario – l'adozione di un cucciolo di solito avviene intorno ai 60 giorni d'età, interrompendo di fatto il processo di attaccamento primario ed anticipando l'attaccamento secondario all'adottante umano che sostituirà la mamma nel ruolo di centro referenziale. Per favorire un attaccamento sicuro è necessario tenere il cucciolo vicino a sé la notte, non isolarlo né lasciarlo troppo da solo e rassicurarlo se piange, proporsi come base sicura e come punto centrale per l'esplorazione. I disturbi dell'attaccamento che possono evolvere in vere e proprie patologie sono causati da adozioni precoci, da un lungo intertempo tra il distacco dalla mamma e l'adozione, dal cambio di tanti proprietari.

  3. canali comunicativi uomo-canela comunicazione uomo-cane – si tratta di una comunicazione interspecifica che spesso si basa su canali diversi. I cani utilizzano molto di più l'olfatto, gli uomini molto di più l'udito; quello che davvero ci mette in comunicazione è il canale visivo! Per questo se siamo capaci di utilizzare al meglio la comunicazione gestuale possiamo comunicare in maniera efficace con il nostro cane. Il linguaggio del corpo è costituito dalla mimica, le posture, la cinetica, le traiettorie, la prossemica e veri e propri segnali come quelli di pacificazione e quelli di stress

  4. come e cosa apprende il cucciolo – il cane è un animale sociale obbligatorio perciò si inserisce naturalmente nel gruppo: si interessa e osserva per acquisire informazioni, fa propri i comportamenti degli altri membri, si posiziona all'interno del gruppo definendo le proprie competenze. Come apprende il cane? Come possiamo insegnare al cane quali sono i giusti comportamenti? Il dott. Colangeli suggerisce di tenere bene a mente quella che chiama “la frase del capo”, che si compone di due fasi distinte: la prima consiste nell'interrompere il comportamento che vogliamo estinguere attraverso una distrazione o l'indifferenza; la seconda nel chiedere al cane di esibire un comportamento, un gioco, un'emozione e premiarlo per questo. Il mezzo più potente che abbiamo per insegnare qualcosa al cane è il gioco attraverso cui possiamo sviluppare l'intelligenza emozionale, la relazione uomo-cane, gli schemi di comunicazione e la fiducia, la centripetazione. Tra i giochi che possiamo proporre al cane il dott. Colangeli ha suggerito il lascia, il problem solving, il gioco della copertina, il “come devi stare” (il seduto proposto dal cane per chiedere le cose gentilmente), giochi di centripetazione, centripetazione al guinzaglio, giochi somestesici, la mobility, la ricerca olfattiva.

Il seminario si è concluso con un sentito applauso al relatore, per il suo lungo e divertente intervento denso di contenuti interessanti.

Un'iniziativa davvero interessante che ha permesso di sfatare falsi miti (interpretare qualsiasi comportamento come dominanza o sottomissione), divulgare conoscenze sulla comunicazione interspecifica (linguaggio del corpo e segnali di pacificazione) e soprattutto di coinvolgere non soltanto i proprietari di cani ma anche i veterinari, che hanno potuto così approfondire temi legati al comportamento del cane e alla prevenzione di disturbi e patologie.

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