parassiti esterni

In commercio esistono molti prodotti in grado di difendere il cane da pulci, zecche, zanzare e pappataci ma nessuno è in grado di assicurare una copertura completa contro tutti gli agenti. E' bene, quindi, rivolgersi al proprio veterinario per farsi consigliare sui prodotti più indicati in relazione anche all'area geografica ed alle stagioni.

Le pulci vivono nell'ambiente del cane (cuccia, tappeti, prato,..) e producono lesioni distribuite sul dorso e sulla parte posteriore del cane; l'animale si gratta e si mordicchia, il mantello può presentare piccoli detriti neri e rossastri quale risultato del sangue digerito ed espulso dalle pulci. I cani infestati da pulci devono essere trattati anche contro le tenie, di cui le pulci sono ospiti obbligatori, perciò quando il cane mangia la pulce, automaticamente prende la tenia.

Le zecche si distribuiscono su testa, collo e arti anteriori dell'animale, non sono pruriginose ma, durante il pasto (succhiano sangue dall'animale che le ospita per circa 24 ore), possono trasmettere al cane malattie quali ricketsia ed erlichia.

Rickettsiosi

Le Rickettsiae sono batteri parassiti intracellulari obbligati, in grado di sopravvivere a lungo solo all’interno delle cellule, mentre vengono inattivate molto rapidamente nell’ambiente esterno. La terapia indicata contro le rickettsiosi è quella antibiotica.

Le zecche rappresentano uno degli ospiti naturali della Rickettsia. L’infezione viene trasmessa al cane con il morso di una zecca infetta nella quale le Rickettsie in fase di quiescenza riacquistano virulenza per effetto dei fattori termici o nutrizionali. Penetrate all’interno della cute, le rickettsie vengono diffuse attraverso il sistema circolatorio e linfatico in ogni distretto organico. In seguito penetrano nelle porzioni profonde della parete vascolare interessando lo strato muscolare. la conseguenza di tale aggregazione è la diminuzione del numero di piastrine circolanti.

L’interazione della Rickettsia con le membrane delle cellule ospiti causa emolisi ed altri effetti tossici e degenerativi con successiva necrosi cellulare, aumento della permeabilità vascolare e vasocostrizione. La Rickettsiosi ha un andamento acuto-subacuto con un periodo di incubazione di 2-4 giorni. La malattia si manifesta principalmente con febbre molto elevata (<40°), depressione o alterazione del sensorio, anoressia, letargia, scolo oculocongiuntivale, congestione sclerale, edema delle labbra e dello scroto, vomito e diarrea, epato-splenomegalia. Talora sono presenti tosse, dispnea e deficit respiratori. Non sono rare le sindromi vestibolari e le manifestazioni nervose con nistagmo, deviazione della testa, andatura in circolo e crisi epilettiche.

Erlichiosi

L'ehrlichiosi canina è una malattia del sangue che viene veicolata al cane tramite la puntura di una zecca, l'infezione si diffonde solo quando è una zecca infetta a pungere un nuovo cane e con la sua saliva trasmette i microrganismi, cioè le ehrlichie, che sono parassiti intracellulari che vanno a localizzarsi all'interno dei globuli bianchi del sangue. Qui si moltiplicano e poi diffondono in diversi organi e tessuti: milza, fegato, polmoni, linfonodi, reni e meningi. Il decorso dell'infezione clinica dell'Ehrlichiosi si manifesta sotto tre forme: acuta, subacuta e cronica.

Nella forma acuta l'incubazione della malattia varia da due a tre settimane dopo il morso della zecca. L'infezione esordisce di solito in forma violenta: febbre molto alta, spesso 41°C, inappetenza, depressione, mucose molto pallide, difficoltà respiratorie e possibile ingrossamento dei linfonodi. emorragie spontanee come sangue dal naso, ematomi alle zampe ed intorno al collo, ma anche in molte altre parti del corpo. Possono verificarsi anche tremori ed attacchi convulsivi.

Durante la fase acuta si può verificare anche la morte del soggetto, però può anche accadere che la sintomatologia si risolva spontaneamente, ma solo apparentemente, e questo comporta che il cane rimane tuttavia infettato passando così nella fase sub-acuta.

La forma sub-acuta ha di solito un decorso piuttosto subdolo ed ha una durata variabile da mesi ad anni. Durante questa fase, se pure la malattia clinicamente non sia manifesta, la presenza del microrganismo nell'ospite induce comunque a delle alterazioni e il cane appare svogliato e poco reattivo. Quando l'infezione sub-clinica è di grado modesto può anche verificarsi che l'organismo reagisca spontaneamente e guarisca del tutto, però esistono molti casi in cui la malattia evolve in forma cronica.

La forma cronica è rappresentata da quei soggetti che appaiono decisamente magri e che non riescono ad ingrassare e, alla visita clinica, presentano sintomi spesso generalizzati, come un modico aumento della dimensione dei linfonodi ed un ingrossamento della milza. In questo caso l'infezione di solito rimane stabile fino a quando per motivi vari non si verificano condizioni stressanti, che possono indurre un abbassamento delle difese immunitarie del soggetto e, pertanto, provocare un'improvvisa riacutizzazione della malattia con i tipici sintomi della forma acuta. Questo può anche verificarsi a distanza di diversi anni dalla puntura della zecca infetta.

Il trattamento terapeutico d'elezione è un antibiotico con una terapia mirata, quasi sempre si è in grado di risolvere il problema nel giro di poche settimane.

In molte zone d'Italia, oltre alla normale copertura per pulci e zecche, è consigliabile difendere il cane anche da zanzare e pappataci che trasmettono malattie comuni quali filariosi e leishmaniosi.

Filariosi

E' endemica in quasi tutto il territorio italiano, ovunque ci sia presenza di zanzare; la trasmissione segue un ciclo particolare: la zanzara infetta, pungendo l'animale, inocula larve microscopiche che permangono un certo periodo nel punto di inoculo e poi cominciano a migrare verso il cuore attraverso la circolazione sanguigna. Le larve all'interno del cuore si sviluppano in vermi che possono raggiungere la lunghezza di 30 cm; questi vermi, accoppiandosi, producono microfilarie che entrano nel normale circolo sanguigno. A questo punto l'animale è infetto e zanzare vergini che dovessero pungerlo potrebbero infettarsi e diventare veicolo dell'infezione, chiudendo così il ciclo. La malattia può portare alla morte dell'individuo, la gravità dipende dal numero dei vermi che si stabiliscono nel cuore. Il cuore si dilata, le pareti del cuore e delle arterie polmonari si ispessiscono, intervengono patologie a carico dei polmoni e del fegato, complicazioni renali, perdita di proteine con le urine, dimagramento e morte.

La profilassi è a base di compresse, tavolette e soluzioni spot-on e deve essere protratta per tutto il periodo delle zanzare; i prodotti esistenti in commercio sono molto efficaci e si possono usare già a partire dalle 6 settimane di vita.

Leishmaniosi

La malattia è causata da un protozoo parassita che si stabilisce nei linfonodi, nel fegato, nella milza e nel midollo osseo; è trasmessa dai flebotomi (pappataci simili a piccole zanzare). Solo un terzo dei cani esposti all'infezione resiste, gli altri si ammalano in forme più o meno gravi e spesso non guariscono mai completamente perché la malattia è resistente ai farmaci. Sono più esposti i cuccioli, i cani anziani, le femmine in allattamento e tutti gli individui spossati da altre malattie. Il periodo di incubazione può arrivare a 4 anni, poi il cane dà segni di malessere e dimagrimento, la cute diventa secca e forforosa, il pelo che cade non ricresce lasciando zone di alopecia, le unghie crescono in maniera abnorme; si possono verificare ulcerazioni delle mucose e della cute, rigonfiamento del linfonodi. Possono intervenire complicanze renali e morte.

La profilassi è diretta soprattutto al flebotomo vettore, il vaccino infatti è ancora in fase di sperimentazione; esiste un collare apposito e soluzioni spot-on. Nelle zone endemiche ad alto rischio è consigliabile utilizzare un repellente anti-zanzare da applicare la sera (i flebotomi sono attivi dal tramonto all'alba).

Rogna

Un discorso a parte meritano gli acari, responsabili della rogna, demodettica o rossa (demodex spp) - l'acaro è molto frequente ed innocuo sulla cute sana; quando, invece, ci sono interruzioni nella cute o si tratta di animali particolarmente predisposti, l'acaro riesce a penetrare nel follicolo pilifero, si nutre del suo contenuto e il pelo cade. L'acaro si sposta in un altro follicolo e ripete il ciclo dando luogo ad una patologia del derma che può sfociare in piodermite. Esistono una forma benigna, caratterizzata da alopecia e zone arrossate non pruriginose concentrate su testa e arti e una forma grave con alopecia diffusa anche sul tronco, piodermite, infezioni profonde e dermatiti. Non è contagiosa.

Rogna sarcoptica o scabbia (sarcoptes scabiei spp) - è un acaro molto aggressivo e sempre patogeno che induce una malattia molto contagiosa. La femmina scava nella cute sana per deporre le uova, poiché la cute è ricchissima di terminazioni nervose questa azione produce un fortissimo prurito che costringe il cane a grattarsi furiosamente e mordersi fino all'automutilazione, ne conseguono dermatiti crostose profonde spesso accompagnate da infezioni.

Altra patologia molto comune è la papillomatosi virale, frequente nei cuccioli, si trasmette tramite saliva; spesso passa inosservata e si estingue spontaneamente nell'arco di 3-4 mesi; altrimenti si può intervenire con l'asportazione chirurgica. La forma tipica si presenta con qualche papilloma sulla mucosa di labbra o gengive ma esistono anche forme esterne.

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Barbara Gallicchio,“Lupi travestiti. Le origini biologiche del cane domestico”,Edizioni Cinque, 2001

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